Una buona progettazione prevede uno spazio di valutazione: un’occasione per rallentare e comprendere se abbiamo perso di vista la meta del nostro operare, se il nostro operare è efficace, se ciò che stiamo facendo, o che abbiamo fatto, incide effettivamente sulla realtà.

I momenti della valutazione, nel ciclo di vita di un servizio o di un progetto, sono differenti: in itinere, al termine oppure distanziata nel tempo, per verificarne l’impatto sulle persone e sul contesto rispetto ai quali si desidera (o si è desiderato) creare un cambiamento, fare innovazione, sviluppare un processo migliorandolo.

Per noi è importante, nei momenti di valutazione, coinvolgere tutti gli stakeholder. E così abbiamo fatto nel gennaio 2016 andando in Burundi per conto di CCM, un’ong torinese che dal 1968 si occupa di sanità in Africa e in Italia. Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea e conclusosi, dopo 4 anni, nel novembre 2015, era incentrato sul tema della violenza sessuale. Abbiamo incrociato persone, storie, organizzazioni, seguendo i criteri di valutazione dell’ente finanziatore. E confermando ancora una volta che la valutazione è il momento non per chiudere ma per rilanciare e dare corpo e replicabilità a buone pratiche.

 

Rispondi