Torno all’immagine del basso, strumento talvolta considerato secondario ma indispensabile nel definire l’armonia di un brano musicale e che ho introdotto nell’editoriale della newsletter del settembre 2017, per approfondire un altro elemento spesso trascurato dalle organizzazioni ma che può fare la differenza nella qualità del lavoro e delle relazioni: la formazione.

La formazione (da intendersi anche come formazione permanente) è la linfa vitale del lavoro, lo strumento attraverso il quale le persone possono, indipendentemente dal settore in cui lavorano e dal ruolo che ricoprono, continuare a crescere e rappresentare per l’organizzazione una risorsa sempre nuova e generativa.
Per questo motivo è importante che l’organizzazione attivi dei meccanismi che permettano ai dipendenti di partecipare a occasioni formative (siano esse corsi, seminari, workshop, webinar, etc…) preservando delle ore di lavoro dedicate a questa specifica attività.

Quando parliamo di formazione non intendiamo solo partecipare a incontri durante i quali acquisire delle informazioni specifiche necessarie al lavoro, ma anche creare momenti nei quali le persone possano rileggere le proprie esperienze attraverso strumenti innovativi e non scontati (quali per esempio la valutazione) per arrivare a sviluppare efficaci strumenti operativi e interpretativi che supportino l’attività sia di operatori sia dirigenti. Una formazione che “lasci” qualcosa di concreto a chi vi partecipa: nuove ipotesi interpretative o pratiche innovative che permettono alle persone di operare in contesti nuovi e culturalmente eterogenei ed essere generative nelle organizzazioni. La formazione, così come la intende Excursus, è un’occasione che permette alle persone di consolidare le competenze e di rafforzare la propria posizione sul luogo di lavoro e agli enti di rispondere in maniera sempre innovativa alle istanze del contesto in cui opera e delle persone a cui si rivolge.

Le opportunità sono molteplici e l’aspetto economico non deve essere un ostacolo: ci sono occasioni formative gratuite e ci sono finanziamenti ad hoc per la formazione e l’aggiornamento del personale, a partire dai fondi interprofessionali.

In un’ottica di formazione permanente – al di là di quanto un’organizzazione è in grado di mettere in campo per la formazione dei suoi dipendenti – sta anche al singolo prendersi cura della sua formazione, sia per essere maggiormente interessante per l’organizzazione in cui si trova sia per essere pronto ad altri contesti nel momento in cui non lavorerà più in essa. Certamente è debole la cultura di una formazione permanente; sono ancora poche le persone che investono su di essa e su se stesse e questo crea a volte sacche di incompetenza mascherate da anni di esperienza (che però non necessariamente sopperiscono a carenze formative).

All’interno dell’équipe di Excursus, una formazione che sperimentiamo e che riteniamo molto efficace è quello del cooperative learning: a partire da uno stimolo condiviso (per esempio la lettura di un articolo o di un saggio, la visione di un video, la visita a una mostra) ci confrontiamo e cogliamo spunti, riflessioni, indicazioni utili al lavoro, alla crescita professionale e a quella organizzativa. Si tratta di un metodo leggero che permette di organizzarsi in modo flessibile e che non grava sui carichi di lavoro; il risultato è estremamente positivo: a partire dal confronto si arriva a definire che cosa l’organizzazione può interiorizzare di quanto si è letto, ascoltato, visto e discusso per migliorare il modo di operare e di relazionarsi (al proprio interno e con i propri clienti e fornitori).

Per noi la formazione è anche occasione di condivisone con persone e organizzazioni esterne alla nostra équipe. È questa l’esperienza, avviata durante quest’ultimo anno, dell’équipe allargata: seminari su temi che incrociano le nostre attività e che prendono avvio da un dialogo con testimoni privilegiati; l’abbiamo definita allargata perché a essa partecipano non solo i membri dell’équipe ma anche i nostri consulenti e alcuni clienti con cui abbiamo il piacere di condividere riflessioni che arricchiscono il nostro lavoro.

È un’esperienza molto positiva: l’ambiente informale facilita il confronto tra i partecipanti e crea un clima di profonda condivisione che permette di interpretare in modo originale e innovativo istanze che incrociano il nostro lavoro e la vita delle nostre organizzazioni.

Noi di Excursus pensiamo che la formazione sia davvero un elemento discriminante sia per le organizzazioni perché racconta la qualità del lavoro e la capacità di prendersi cura delle persone che le abitano, sia per le persone che vogliono aumentare le competenze e crescere professionalmente. In Excursus la formazione è un punto fisso sul quale chiediamo un impegno ai nostri clienti e verso il quale ci mettiamo in gioco in prima persona: desideriamo – in questo modo – dare voce al basso!

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